Salta la barra di navigazione e vai al contenutoLogo Amici della Galleria Spazzapan
Torna alla pagina principale chi siamo contatti
Novità Eventi Bandi Luigi Spazzapan La Galleria Spazzapan Album

 

Gradisca d'Isonzo home > chi siamo > gradisca d'isonzo


le attività
i soci
Gradisca d'Isonzo
le origini
nel '400
incursione dei turchi
la fortezza
'600 e '700
'800
immagini
link utili
contatti

La macchina da guerra: storia della fortezza di Gradisca

Non sappiamo quanti soldati a cavallo e quanti fanti siano stati schierati contro i Turchi. I dati raccolti sono parziali e discordanti. E' certo invece che le piccole bastide non potevano raccogliere un notevole numero di armati. Venezia decide dunque una nuova sistemazione del territorio, il massimo sforzo finanziario e tecnico si concentra su Gradisca alla cui edificazione sono chiamati a contribuire il Friuli e il retroterra veneto con invio di manodopera, materiali, denaro.

L'esperimento dura vent'anni: per la prima volta infatti una città-fortezza nasce dal nulla, cioè non accresce strutture castellane preesistenti da secoli. Non sorprenda quindi il carattere sperimentale dei primi anni di lavoro durante i quali si rivede spesso il già fatto, su questi errori e ripensamenti vengono gettate le basi per la teorizzazione della città ideale che prenderà corpo in Italia agli inizi del cinquecento. La stessa Palmanova ne sarà tributaria poichè dalle acquisizioni e dagli errori di difesa territoriali nati attorno a questo primo nucleo fortificatorio verrà creata la più nota città stellare.

Il progetto Gradisca si realizza in tre fasi.

  • Nella prima, 1474 - 1477, la Repubblica decide di concentrare un maggior numero di uomini e cavalli, richiamandoli dalle sedi provvisoriamente assegnate presso civili in varie località friulane. La bastida viene quindi allargata e attrezzata.
    Da qui, la notte del 24 ottobre 1477 partirà l'esercito veneto all'inseguimento dei Turchi penetrati attraverso il ponte di Lucinico. La battaglia sarà durissima e altrettanto dura la sconfitta poichè, sfondata la barriera di uomini e cavalli, gli Osmani dilagheranno fino al fiume Livenza seminando fuochi, razzie e lutti.
  • Nella seconda fase, 1478 - 1484, il presidio armato si fa più agguerrito ma l'invasione del 1478, risolta anche questa volta con una veloce e impunita ritirata, rissolleva il problema della inadeguatezza difensiva della zona.
    In quei giorni, mentre si chiudono i bilanci dell'ultima aggressione (i Turchi hanno portato via un bottino di 8.000 uomini e 10.000 capi di bestiame) la Serenissima invia al Luogotenente di Udine nuovi ordini per le modifiche dei fortilizi. Gradisca dovrà avere una casa-forte sul collisello (il castello) per accogliere un capitano e le munizioni,mentre nei dintorni, da Lucinico a Farra, dovranno erigersi cinque bastide. Da Gradisca a Fogliano invece ci dovrà essere un collegamento sicuro su cui far scorrere le truppe (strada duplex) e sul fiume un ponte difeso da due torri.
    Molte opere non verranno realizzate interamente, Gradisca tuttavia si allargherà raggiungendo la forma e la superficie dell'attuale centro storico. Vi sorgeranno case e chiese, magazzini e abitazioni,stalle e depositi d'armi. Guideranno l'impresa tecnici e ingegneri specializzati.
  • La terza fase, 1497-1511, coincide con la ripresa del conflitto veneto-turco (la tregua firmata nel 1479 aveva durata ventennale) e con l'insorgere del nuovo antagonismo con l'Austria di Massimiliano,sovrano giovane ed energico deciso ad avversare la signoria europea della Repubblica.
    La concomitanza di questi due fattori fa riprendere i lavori di ammodernamento della fortezza gradiscana. Nel 1497 arriva infatti da Brescia, con un gruppo di tecnici e manovali specializzati, l'architetto militare Giacomo Contrin, considerato il meglio che il mercato possa offrire.
    Contrin è consapevole di aver assunto un incarico delicato,da assolvere in tempi rapidi e secondo le reali esigenze di una eventuale guerra. Se infatti le scorrerie dei Turchi richiedono una risposta difensiva mobile, lo scontro con Massimiliano può impegnare la città in un possibile assedio, allora i nuovi cannoni, le armi da campo e da cinta a lunga gittata devono diventare l'arma per eccellenza. Analizzando quindi tutto il perimetro della cittadella, Contrin decide di abbattere le strutture quasi precarie di terra e massi e sostituirle con una solida cintura di pietra con buone porte d'accesso e due massicci torrioni. La fortezza ora può dirsi completa e come dimostrano studi recenti,plasmata perfettamente secondo le leggi della cultura umanistica e dei modelli difensivi internazionali.
Di questa monumentale costruzione ci restano l'attuale cinta,la Porta Nuova e sei dei sette torrioni.
La storia non sarà generosa con Venezia e con tutto il Veneto e il Friuli che hanno contribuito alla costruzione di questa macchina da guerra. L'incursione turca del 1499 paradossalmente passerà fulminea quasi sotto le porte della città senza che un solo colpo venga sparato dalle feritoie.
Dodici anni dopo, durante la guerra di Cambrai, un lungo assedio da parte austriaca e una violenta epidemia di peste faranno capitolare l'esercito veneziano. Da questo momento Gradisca sarà austriaca.