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8 giugno 2007 - Pier Maria Bocchi: Il cinema italiano, oggi: pedagogo sociale


Che il cinema italiano contemporaneo sia nei pasticci, è un dato di fatto banale, la cui rilevanza ormai non interessa più a nessuno (tranne forse agli addetti ai lavori). Preme invece capire quale possa essere l'utilità di questo cinema (se mai ne abbia una), di questi film che molti vedono e che dovrebbero essere "assunti" con uno sguardo sociale.

Perché il cinema italiano di oggi è un pedagogo perfetto: non è soltanto specchio del nostro mondo (lo è sempre stato, come d'altronde ogni cinema di ogni paese); promuove (quando addirittura non insegna) un "ritorno" alla realtà come accadimento verosimile e morale. E chi se ne astrae (vedi Bellocchio), fa avanguardia, ma non per questo è meno "reale". Quale sia, poi, questa "morale", e se sia bene o male, va guardata caso per caso.

Attraverso i film di Capuano, Cappuccio, Ozpetek, Comencini, Olmi, Lucchetti, fino a Ho voglia di te e Notte prima degli esami (1 e 2), una panoramica su un immaginario che vuole riflettere un universo specifico e che invece "lo crea".


Pier Maria Bocchi è critico cinematografico di FilmTv e Cineforum. Collabora al Dizionario dei Film di Mereghetti. Ha scritto per l'enciclopedia Storia del Cinema Italiano della Marsilio. Tra i suoi libri, Michael Mann (Il Castoro) e Mondo Queer - Cinema e militanza gay (Lindau). Ha contribuito a numerosi volumi collettivi. Ha curato le ricerche e le interviste per il documentario Made in Hong Kong. Attualmente è consulente per la selezione del Torino Film Festival.